L’emancipazione delle donne in punta d’ago

Nato tra le mura domestiche per recuperare vecchi sari, il Khata Stitch (in sanscrito: punto straccio) è diventato in tutto il mondo simbolo di una nuova sorprendente forma d’arte tramandata tra generazioni e resa famosa dal poeta Tagore. 
Il khata racconta la storia della creatività e del desiderio di riscatto delle donne del Bengala rurale e oggi è un ricamo apprezzato in tutto il mondo non solo per la sua impareggiabile bellezza, ma anche per il suo ruolo di empowerment.Infatti cucendo questi fitti punti filza, generazioni di umili artigiane hanno riscattato la loro vita  creando opere identitarie proprio dell’area di Calcutta dove opera CINI. Con ago e filo e un’incredibile abilità hanno conquistato, e tuttora conquistano, l’indipendenza economica riscattando le loro umili origini. 

Ogni punto, ogni disegno, ogni manufatto ci dice che l’arte ha il potere di renderci libere; ogni pezzo è unico poiché nasce dal lavoro paziente dell’artigiana, che sceglie e prepara i materiali raccogliendoli dagli scarti, seleziona fili, colori, disegni e ne cura il ricamo in un tempo infinito e paziente, in un cerchio di donne, in una tessitura comune di una nuova trama di vita.